Mi chiedono se dietro alla mia trasformazione ci sia una riflessione teorica.
Certo che si, la teoria è sempre stata il mio forte! qui caso mai si fa acqua sulla pratica. Lo so, non sono originale però……più le riviste piallano in copertina modelle anoressiche – salvo affermare sempre nell’editoriale di tutti i mesi dell’anno che si conta per ciò che si è dentro – più le persone della strada lievitano. Più canali di comunicazione si aprono (blog, twitter, myspace insomma web 2.0 e dintorni) più diventa difficile entrare in confidenza con il vicino di scrivania. E che dire del fatto che viviamo nell’era del sesso eppure mai come oggi è stato difficile farne? (gay a parte, loro sembrano aver trovato la formula magica).
Ecco, non vorrei sembrare presuntuosa ma considero me stessa un fenomeno sociale da indagare con spirito giornalistico. Magari in questo modo riesco a dimenticare che è la mia vita e faccio le cose giuste!
Perchè io alla fine sono convinta che dentro di me non ci sia niente che non va. Detto in termini di marketing penso di avere un problema di packaging. Sono un po’ come il prodotto del discount: stessa qualità del marchio ma chiuso in una confezione che in Russia ai tempi di Stalin sapevano fare di meglio. La cosa buffa è che per un lungo periodo mi sono anche vantata della “sobrietà” del mio imballaggio!
Poi sono arrivata al bivio: lasciare il prodotto a marcire sullo scaffale, decretando per altro il fallimento dell’intero discount o piegarsi alla logica del mercato. Quando mi sono resa conto che rifacendomi il packaging (dovrei dire look?) avrei vinto il mercato imponendogli la sopravvivenza del mio prodotto, ecco allora non ho avuto più nessun dubbio!
Cercherò di farmi un incarto ammiccante però minimalista, anche un po’ ecologico. In questo blog non entreranno scarpe o vestiti a 4 cifre che per questa nouvelle BB furono, sono e saranno immorali. Le fans di Sex and the city mi perdonino.