L’anta destra dell’armadio è tappezzata di post-it verdi. Su quella sinistra i post-it rosa galleggiano sparuti (e spauriti) come gli orsi polari in questi giorni. I verdi sono le cose che di me non sopporto, quelle per cui la scelta è “rifare” o “nascondere”. I rosa le cose buone, quelle su cui dovrei puntare e per le quali si aprono gli infiniti spazi del valorizzare, mostrare, esibire and so on.
Giuro che vorrei mettere le mani su quelli che ti invitano a studiarti senza nessuna partecipazione emotiva e che per convincerti ti garantiscono che in ogni donna c’è qualcosa di buono. Si, è vero. Ho dei begli occhi: sono grandi, hanno la forma di due mandorle e le ciglia sono lunghe come se avessero il mascara anche se dimentico di darlo. Peccato che sotto ci siano due borse che sembro un panda con la congiuntivite. Ho un seno come dire mediterraneo e mai ho dovuto sognare una protesi addittiva. Peccato che con l’età punti verso l’ombelico come un kamikaze verso il proprio obiettivo.
E non ditemi che non sono neutrale. Ho guardato la figura nello specchio come a una sconosciuta. E adesso ci sono due o tre cose che so di lei. Avrei preferito non saperle affatto